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IL CONTROLLO DELL’ANSIA DELLA TENSIONE E DELLO STRESS


Ormai è risaputo e accettato anche dalla medicina classica che la mente influenza il corpo tanto da far insorgere o aggravare disturbi e dolore.
Entro certi limiti la riduzione della densità ossea è una conseguenza del processo naturale di invecchiamento, chiamato osteopenia.
In caso di lombalgia e cervicalgia fattori di rischio importanti che possono portare anche ad un dolore cronico sono ansia, stress eccessivo e ripetuto, atteggiamento negativo e di paura nei confronti del dolore, depressione, esaurimento, preoccupazione, insoddisfazione lavorativa e non.
E’ quindi importante imparare ad affrontare gli elementi stressanti senza far ricadere le conseguenze sul corpo.
Accanto ai sintomi fisiologici come cardiovascolari, respiratori, neuromuscolari, gastrointestinali, cutanei, l’ansia provoca sintomi comportamentali come irrequietezza, confusione nel linguaggio e nella coordinazione dei movimenti, e sintomi cognitivi, come difficoltà di pensiero e disturbi concettuali.
In situazioni di ansia e tensione, si verifica contrazione muscolare con conseguente costruzione dei vasi sanguigni e riduzione della circolazione, anche a livello capillare.
In situazioni di normalità ad ogni fase di contrazione muscolare segue una fase di rilasciamento, durante la quale il sangue circola meglio, apporta ossigeno, rimuove le scorie ed in questo caso non si avverte dolore nè fatica.
Quando invece ansia e tensione si protraggono, si protrae anche la contrazione muscolare, non seguita dalla decontrazione: in questo modo riduce la circolazione, impedisce il giusto apporto di ossigeno e un’efficace rimozione delle scorie. Si ostacola il flusso sanguigno quando c’è maggior bisogno.
Le ricerche Nachemson hanno dimostrato che a livello della colonna vertebrale ansia e tensione aumentano del 50% la pressione intradiscale. Osservando le variazioni di pressione durante le trazioni vertebrali, è emerso che queste ultime sono efficaci solo se la persona è rilassata.
Se tesa, i muscoli contratti mantengono elevata la pressione intradiscale anche quando si è sottoposti ad una terapia che dovrebbe diminuirla.
La tensione continua provoca quindi dolore ischemico che può determinare un processo infiammatorio, posizionato nel corpo, ma nato dalla mente.
Articolo tratto da “CERVICALGIA – i consigli per prevenirla gli esercizi per curarla” di Benedetto Toso – Libro di Testo utilizzato da ADIFAMILY