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EDUCAZIONE RESPIRATORIA


“L’aria pura è il primo alimento e il primo medicamento” diceva Ippocrate e per questo il respiro, che è condizionato dai movimenti e talvolta dall’ansia, dalla tensione, durante l’esecuzione degli esercizi deve essere protagonista.

Il primo passo per prendersi cura del proprio respiro è contare la frequenza respiratoria. Con un orologio provvisto di contasecondi si conta il numero dei propri respiri in un minuto, ricordandosi che un respiro è composto da due fasi inspirazione ed espirazione. L’esercizio deve essere seguito in posizione supina, rilassandosi. A riposo la frequenza varia tra 12 a 16 respiri, ma per effetto dell’ansia della tensione eccessiva o di cattive abitudini respiratorie, la frequenza può essere più elevata

Bello, ma esattamente il respiro di che cosa si compone? La meccanica respiratoria vede due protagonisti, uno per fase respiratoria: il diaframma, muscolo che separa il torace dall’addome, è il principale muscolo dell’inspirazione, mentre i muscoli addominali sono impegnati nella fase di espirazione. Durante l’inspirazione, il diaframma si contrae e si abbassa determinando l’aumento del diametro verticale del torace mentre il tono dei muscoli addominali e l’addome si espandono, rilassandosi. In fase di espirazione il diaframma si rilascia e riduce il diametro verticale del torace, mentre i muscoli addominali si contraggono e l’addome si gonfia.

Per questo si parla di antagonismo-sinergia tra diaframma e muscoli addominali.
Per capire se il nostro respiro è realmente efficace e se utilizziamo tutti i muscoli, mettiamoci in posizione supina, con una mano sull’addome e l’altra sul torace e prestiamo attenzione ai movimenti che avvengono durante le fasi di respirazione

Utilizzare al meglio il nostro corpo e le sue possibilità parte da qui, da un respiro ben fatto.