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Emergenza Covid-19: prevenzione e gestione nelle residenze sociosanitarie per anziani

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Emergenza Covid-19: prevenzione e gestione nelle residenze sociosanitarie per anziani








Il coronavirus SARS-Cov-2 causa una malattia, denominata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) “COVID-19”, caratterizzata da febbre, tosse e disturbi respiratori con manifestazioni cliniche che vanno dal comune raffreddore alla polmonite grave con sindrome da distress respiratorio, shock settico e insufficienza multiorgano.
In circa l'80% dei casi si manifesta in forma paucisintomatica o lieve, ma negli over 65 con pregressa patologia cardiovascolare, patologia respiratoria cronica, diabete la patologia si manifesta in forma più grave e la mortalità è maggiore.
Le strutture residenziali per anziani sono particolarmente esposte al rischio di infezione da coronavirus SARS-Cov-2, poiché gli ospiti, affetti da polipatologia, sono generalmente più vulnerabili alle infezioni rispetto alla popolazione generale.
Nel contesto delle RSA la facilità di trasmissione agli operatori (e dagli operatori agli stessi ospiti) è esacerbata dalla necessità di uno stretto contatto fisico con gli ospiti durante le attività di igiene personale, mobilizzazione, aiuto nell’alimentazione; per questo motivo è indispensabile un comportamento corretto nella gestione dei contatti e nell’uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI).

È pertanto fondamentale il personale sociosanitario, sia per salvaguardare la continuità delle cure, che per essere sicuri che i professionisti non diventino veicolo di infezione.
È documentato che le persone maggiormente a rischio di infezione da SARS-CoV-2 sono quelle rimaste a contatto stretto con paziente affetto da COVID-19 o che si prendono cura di pazienti affetti da COVID-19.
Il rischio aumenta quando il contatto è ravvicinato (< 1 metro) e prolungato (> 15 minuti) e quando si eseguono procedure in grado di produrre aerosol delle secrezioni del paziente (nebulizzazione di farmaci, induzione dell’espettorato, aspirazione delle secrezioni in una persona che non è in grado di espettorare efficacemente da sola).
Le strategie raccomandate per prevenire l’infezione da nuovo coronavirus SARS-Cov-2 nelle RSA richiedono interventi differenti da quelli utilizzati per prevenire la diffusione di altri virus respiratori come l'influenza.
Raccomandare a tutti gli operatori e a tutte le persone che entrano in struttura di eseguire l’ igiene delle mani prima di accedere ai nuclei o agli spazi comuni: lavaggio delle mani con acqua e sapone per almeno 60 secondi o con l’uso di igienizzanti a base alcolica per almeno 30 secondi. Può essere utile l’utilizzo di poster o opuscoli che illustrano il corretto lavaggio delle mani (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_340_allegato.pdf).
In presenza di uno o pochi casi sospetti COVID-19 è consigliato, se possibile, provvedere al loro isolamento in una stanza singola, dotata di buona ventilazione (possibilmente dall’esterno) e di proprio bagno. La porta di accesso deve rimanere chiusa.
Se possibile, i presidi medici per il monitoraggio (ad es. termometro, sfigmomanometro, saturimetro) dovrebbero essere lasciati all’interno della stanza di degenza. Predisporre quanto necessario per l’eventuale somministrazione di ossigeno.
Se necessario, il trasferimento di un ospite sospetto COVID-19 all’interno della struttura seguire un percorso prestabilito, riducendo così al minimo la possibilità di trasmissione dell’infezione.
Durante tutto il trasferimento interno, l’ospite dovrebbe indossare una mascherina chirurgica, se tollerata.
Si raccomanda di dedicare all’assistenza diretta all’ospite un infermiere e un operatore per turno al fine di ridurre il numero di operatori che vengono a contatto. Infermiere e operatore quando operano nella stanza di degenza devono indossare i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI):
- Mascherina chirurgica con il più alto grado di filtrazione (riservare i filtranti respiratori FFP2/FFP3 a manovre quali ad esempio bronco aspirazione o procedure che inducono tosse o espettorato che possono generare aerosol delle secrezioni del paziente3), - Occhiali protettivi o visiera,
- Camice idrorepellente a maniche lunghe,
- Guanti monouso in nitrile o vinile,
- Copricapo
Importante ottimizzare il numero di accessi alla stanza di degenza per di ridurre l’utilizzo di DPI che potrebbero essere di difficile acquisizione. In aree geografiche ad elevata diffusione del virus dove è elevato il rischio di contagio tra gli ospiti.

Preparazione - Predisporre su un piano di appoggio:
1 copricapo
1 mascherina chirurgica (o il facciale filtrante FFP2/FFP3 se si devono eseguire procedure che potrebbero generare aerosol delle secrezioni del paziente)
1 visiera o 1 paio di occhiali di protezione
3 paia di guanti monouso in nitrile o vinile
1 camice monouso idrorepellente
2 garze
1 vassoio contenitore pulito
1 erogatore di gel idroalcolico
1 soluzione disinfettante a base di ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%)

Vestizione
1. Togliere ogni monile e oggetto personale.
2. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico;
3. Indossare il copricapo
4. Indossare la mascherina chirurgica (o il facciale filtrante senza incrociare gli elastici e modellare lo stringinaso)
5. Indossare la visiera o gli occhiali di protezione
6. Ripetere il lavaggio delle mani con il gel idroalcolico
7. Indossare un primo paio di guanti;
8. Indossare sopra la divisa il camice monouso idrorepellente;
9. Indossare secondo paio di guanti.

Svestizione Regole comportamentali
• evitare qualsiasi contatto tra i DPI potenzialmente contaminati e il viso, le mucose o la cute;
• I DPI monouso vanno smaltiti nell’apposito contenitore per materiale infetto categoria B (UN3291) nell’area di svestizione;
• decontaminare i DPI riutilizzabili;
1. Rimuovere il primo paio di guanti avendo cura di non toccare i guanti sottostanti e smaltirli nel contenitore per rifiuti infetti.
2. Rimuovere il camice idrorepellente strappando i lacci in vita e la chiusura posteriore, arrotolarlo dal lato interno e smaltirlo nel contenitore per rifiuti infetti.
3. Procedere all’igiene delle mani guantate con il gel idroalcolico;
4. Rimuovere gli occhiali protettivi o visiera e appoggiarli su una superficie;
5. Rimuovere la mascherina chirurgica (o il filtrante facciale FFP2/FFP3) maneggiandolo dalla parte posteriore e smaltirlo nel contenitore per rifiuti infetti.
6. Rimuovere il secondo paio di guanti evitando di contaminare la cute delle mani.
7. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico.
8. Indossare un nuovo paio di guanti.
9. Impregnare due garze con soluzione disinfettante a base di ipoclorito di sodio (0.1% -0,5%).
10. Sanificare gli occhiali protettivi o visiera e riporli nel vassoio contenitore pulito.
Per ridurre il consumo improprio ed eccessivo di DPI e prevenire la loro carenza è opportuno che gli operatori evitino di entrare nella stanza in cui sia ricoverato un caso sospetto/accertato di COVID-19 se ciò non è necessario a fini assistenziali.
È anche opportuno considerare di raggruppare le attività e pianificare le attività assistenziali al letto dell’ospite per minimizzare il numero di ingressi nella stanza (ad esempio, controllo dei segni vitali durante la somministrazione di farmaci oppure distribuzione del cibo ad opera di un operatore sanitario che deve eseguire altri atti assistenziali) rivedendo l’organizzazione del lavoro al fine di evitare, ripetuti accessi agli stessi e conseguente vestizione e svestizione e consumo di DPI ripetuta.
Inoltre, in caso di disponibilità limitata, è possibile programmare l’uso della stessa mascherina chirurgica per assistere ospiti COVID-19 degenti nella stessa stanza.
Il filtrante facciale FFP2/FFP3 purché non sia danneggiato, contaminato o umido può essere utilizzato per un tempo prolungato fino ad un massimo di 4 ore.
In assenza di filtranti facciali FFP2/FFP3 gli operatori sanitari possono utilizzare mascherine chirurgiche con il livello filtrante più alto disponibile.
La maschera chirurgica deve coprire bene il naso, la bocca e il mento e deve essere cambiata se diviene umida, si danneggia o si sporca.
Vista la difficoltà ad individuare tempestivamente i soggetti paucisintomatici e l’impossibilità di isolare tutti in stanze singole, si suggerisce di considerare tutti gli ospiti come casi sospetti COVID-19.

Approvato da:
AIP Associazione Italiana di Psicogeriatria,
AGE Associazione Geriatri Extraospedalieri,
SIGG Società Italiana di Gerontologia e Geriatria