fbpx

Il rifiuto di acqua e cibo

L’Impatto della formazione sugli operatori delle strutture residenziali che si occupano di soggetti affetti da demenza
3 Febbraio 2020
La nuova pandemia del terzo millennio: Covid-19 (SARS-CoV-2)
7 Aprile 2020

Il rifiuto di acqua e cibo


L’alimentazione e la idratazione sono un fatto sociale e naturale, insito nel concetto di sopravvivenza dell’individuo. Il rifiuto volontario del cibo e dei liquidi (VSED),rappresenta un fenomeno conosciuto dal personale in servizio nei Servizi di Cure Palliative. Quando si parla di rifiuto del cibo, in realtà, dobbiamo distinguere fra i differenti motivi per i quali un soggetto pone il rifiuto: malattie mentali come depressione, demenza avanzata, anoressia o cachessia possono indurre le persone a interrompere l'assunzione di cibo ed acqua. Peraltro anche i disturbi alimentari secondari a menomazioni fisiche (dolore alla bocca o difficoltà a deglutire) possono rientrare nel contesto di un processo di “morte naturale” nel quale la persona morente tende a non avere appetito e ad essere troppo debole per mangiare.

Il rifiuto di mangiare e bere può essere considerato un sintomo della malattia.

Una forma di rifiuto nutrizionale differente dalle forme precedenti è costituita dal “rifiuto volontario dell’alimentazione e della nutrizione (VSED)” per procurare la fine prematura della propria vita. La decisione di “interrompere volontariamente alimentazione e idratazione” è dovuta non solo alla severità delle malattie somatiche, ma anche alla solitudine, all'isolamento sociale o alla progressiva dipendenza fisica. Al fine di meglio pianificare la strategia assistenziale del personale coinvolto nella cura e nell’assistenza del paziente che interrompe alimentazione ed idratazione e dei suoi famigliari, assume importanza rilevante la comprensione delle diverse forme di “rifiuto”. Per questo motivo, è di particolare interesse il lavoro di Sabrina Stängle, Wilfried Schnepp ed André Fringer, che di fatto rappresenta il primo tentativo di creare un modello che differenzi le varie forme di rifiuto nutrizionale e “dell'arresto volontario dell’alimentazione e della nutrizione (VSED)” e di comprenderne le differenze. Lo studio è stato condotto somministrando un questionario semistrutturato a 18 famigliari (3 uomini) di 13 pazienti (4 uomini) che avevano interrotto l'assunzione di cibo, con l’obiettivo primario di differenziare le diverse tipologie di rifiuto di alimentazione ed idratazione; obiettivo secondario è stato di verificare se, nei casi esaminati, potevano sussistere criteri validi per la definizione di “arresto volontario dell’alimentazione e della nutrizione (VSED)”. Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere l'intero decorso del “VSED” (compresi i motivi che hanno portato al “VSED”), il processo decisionale dei parenti e degli operatori sanitari e decorso, durata e possibili complicazioni durante il “VSED”. Rimandando all’articolo la metodica utilizzata dagli Autori, le conclusioni portano a definire il “rifiuto della nutrizione orale” l’ espressione di una malattia o la perdita della motivazione verso cibo o acqua, mentre il “VSED” rappresenta un desiderio esplicito di morire. Gli Autori concludono anche che esistono altre forme di “VSED”, che spesso i famigliari non sanno motivare. La differenza tra le forme “nascoste” e quelle “implicite” è che la persona disposta a morire cerca attivamente di ingannare gli altri nel “VSED nascosto”, mentre non viene fatto alcun tentativo di mascherarsi nel “VSED implicito”. Importante è la comprensione del tipo e del meccanismo di “VSED” da parte di operatori e famigliari in modo da riuscire a fornire un supporto adeguato ai pazienti.