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IMPORTANZA DELL’USO CORRETTO DEL RACHIDE CERVICALE


Nella maggior parte dei casi il mal di schiena e la cervicalgia sono disturbi benigni: infatti 9 pazienti su 10 stanno meglio entro un mese anche in assenza di trattamenti.

Spesso il mal di schiena si genera dal cattivo utilizzo della colonna vertebrale, così il nostro corpo reagisce e guarisce senza bisogno di terapia.

Se il dolore è controllabile, è bene far seguire alla natura il suo corso. Dopo 4 settimane dall’esordio del dolore, può esserci un 10% che presenta ancora sintomi e sono spesso coloro che hanno un comportamento inadeguato conseguente al dolore, si scoraggiano a causa della lombalgia e cervicalgia, si affidano a trattamenti inadeguati, hanno paura del movimento, continuano ad usare scorrettamente la colonna.

Le ricadute in coloro che già hanno avuto mal di schiena sono elevate, tra il 60-85%. Sono esposti a rischi maggiori coloro che non modificano il loro stile di vita sedentario e non imparano a difendere la propria colonna vertebrale: è dannoso infatti sia l’uso scorretto sia il disuso della colonna.

In passato la terapia raccomandata era costituita da riposo assoluto e antinfiammatori e analgesici, nella fase più acuta. Oggi la medicina ha dimostrato che diminuire ogni attività rallenta la guarigione: l’inattività produce effetti negativi su tutte le strutture del rachide, i muscoli si indeboliscono, le ossa rischiano l’osteoporosi, i legamenti diventano fragili, le cartilagini degenerano e la nutrizione del disco è scarsa. Le attuali indicazioni prevedono di stare attivi, fare le normali attività quotidiane e muoversi senza provocare dolore: le strutture del rachide sono fatte per il movimento e necessitano del movimento per essere efficienti e funzionali.
Prevenire cervicalgia e mal di schiena è possibile, imparando a usare il rachide nel modo giusto. Utilizzare correttamente il rachide significa mantenere le curve fisiologiche della colonna vertebrale nelle posture, nei movimenti e durante gli sforzi, scegliere posizioni e movimenti che provocano minore pressione sui dischi, evitare di mantenere a lungo posture statiche, svolgere spesso attività motoria.

Articolo tratto da “CERVICALGIA – i consigli per prevenirla gli esercizi per curarla” di Benedetto Toso – Libro di Testo utilizzato da ADIFAMILY >/b>