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Instabilità posturale negli anziani con deterioramento cognitivo





La capacità di mantenere la stazione eretta è un processo importante che viene utilizzato tanto durante la locomozione che nello svolgimento delle attività di vita quotidiana
Per mantenere l’equilibrio una persona dovrebbe mantenere il proprio “centro di massa” (CoM) entro un’area specifica, che prevede un “limite di stabilità” (LoS), superato il quale, senza una correzione posturale come la flessione delle ginocchia o il fare un passo in più, aumenta il rischio di caduta.
Il processo di mantenimento dell'equilibrio richiede l'integrazione appropriata di diversi sistemi sensoriali come visione, propriocezione e sistema vestibolare che, nei soggetti affetti da demenza,possono essere interrotti a causa dell’impatto che la disfunzione dei piccoli vasi cerebrali ha sulla stabilità e l'equilibrio.
Per questo motivo, le cadute sono un evento più frequente e più pericoloso in questo gruppo di persone.
Si ritiene che il test di inclinazione massima del corpo, possa fornire preziose informazioni sull'equilibrio dinamico degli anziani che cadono frequentemente.
Il test di portata funzionale (FRT) eseguito dai medici durante il “Balance Evaluation Systems Test”, sembra essere una controparte clinica al test di inclinazione massima.
Il test prevede di raggiungere un punto indicato dal terapista senza fare un passo, in modo che il “centro di massa” (CoM) sis posti oltre la base di supporto. È stato stabilito che, in soggetti sani, non vi sono differenze nei valori massimi del test tra gli anziani e i giovani adulti e nessuna differenza è stata dimostrata test di portata funzionale (FRT) tra non-fallers anziani e fallers anziani.
Nel 2017 è stato dimostrato che punteggi FRT più bassi possono essere un forte fattore predittivo di cadute e, dal punto di vista biomeccanico, durante il test, parametri aggiuntivi quali la velocità media o le variazioni delle oscillazioni del corpo possono giocare un ruolo importante e pertanto fornire informazioni aggiuntivi sulla stabilità posturale.
Per l’importanza che la valutazione della instabilità posturale ha sulla valutazione del rischio di caduta nell’anziano, soprattutto quando affetto da deterioramento cognitivo, segnaliamo il lavoro di Cieślik e Collaboratori, che hanno studiato le differenze posturali fra anziani normali e deteriorati cognitivamente, durante le inclinazioni in avanti e indietro.
Gli Autori hanno osservato che i soggetti anziani cognitivamente deteriorati tendono a cadere tre volte più spesso dei loro coetanei sani.
Il controllo della stabilità nel piano sagittale durante la massima inclinazione in avanti e all'indietro del corpo nei pazienti con deficit cognitivi è simile ai risultati ottenuti dai loro coetanei sani.
Vi sono, tuttavia, differenze significative nella stabilità laterale durante l'esecuzione di questi movimenti. Gli individui con compromissione cognitiva dimostrano oscillazioni laterali maggiori, che possono essere la ragione dell'instabilità posturale in questo gruppo, portando ad un aumento del verificarsi di cadute.
Uno dei motivi dell'aumento della frequenza delle cadute potrebbe anche essere legata a differenze anatomiche che ostacolano il movimento delle articolazioni della colonna vertebrale e degli arti inferiori che, nei pazienti con deterioramento cognitivo, risulterebbe legato ai limiti funzionali e dalla ridotta attività fisica quotidiana.

Fonte: Cieślik B, Chamela-Bilińska D, Ostrowska B, Szczepańska-GierachaJ: Postural instability in cognitively impaired elderly during forward and backward body leans J Phys Ther Sci. 2019 Jul; 31(7): 573–577