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La gestione dei disturbi comportamentali nelle demenze: il “dominio HIDA”

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La gestione dei disturbi comportamentali nelle demenze: il “dominio HIDA”


I disturbi del comportamento sono assai frequenti nelle persone affette da demenza e spesso, in un setting clinico, come , risultato di una interruzione nei circuiti neurali, il paziente non presenta un disturbo comportamentale isolato ma un “cluster di sintomi” raggruppabili in un “dominio comportamentale”.

Uno dei “domini” identificato routinariamente nei soggetti affetti da malattia di Alzheimer è quello denominato “iperattività-impulsività-irritabilità-disinibizione-aggressività-agitazione” (in inglese “HIDA”). Il “dominio HIDA” rappresenta uno dei cluster comportamentali più difficili da gestire nei soggetti affetti da malattia di Alzheimer ed è una delle cause principale del pesante carico assistenziale sia per i caregiver che per il personale di assistenza. Sebbene molti studi indichino nella terapia non farmacologica una opzione di prima linea per la gestione del “dominio HIDA”, non vi è un consenso sulle strategie più idonee da seguire che del resto, in ambito clinico, risultano molto difficili da implementare. Inoltre, alcuni sintomi all'interno del “dominio HIDA” non rispondono adeguatamente ai trattamenti non farmacologici, mettendo a rischio i pazienti e richiedendo comunque un intervento farmacologico.   Su questo specifico argomento ci è sembrata interessante la “review” di Keszycki e Coll apparsa su Frontiers in Pharmachology del 27 settembre dello scorso anno, che ha analizzato la letteratura riguardante le strategie farmacologiche e non farmacologiche utilizzate per la gestione del “dominio HIDA” in modo da fornire suggerimenti per migliorare il trattamento. Dopo avere esposto le possibilità terapeutiche (farmacologiche e non), gli autori suggeriscono che, poiché i cambiamenti epigenetici dovuti all'invecchiamento e all'AD causano disfunzione nei recettori bersaglio dei farmaci, i trattamenti del dominio HIDA potrebbero essere potenziati da strategie aggiuntive che modificano queste alterazioni epigenetiche aumentando l'efficacia delle terapie riducendone contemporaneamente gli effetti collaterali. Inoltre, per implementare ulteriormente gli approcci non farmacologici in contesti clinici, gli Autori suggeriscono di affrontare le questioni riguardanti l’inadeguatezza delle risorse, in modo da stabilire linee guida ad hoc per favorire tale miglioramento. Gli Autori propongono infine, un accurato monitoraggio della progressione dei sintomi e del trattamento attraverso le nuova tecnologie che utilizzano sensori ambientali e sensori “indossabili” associati ad un approccio denominato "DICE" (descrivere, indagare, creare e valutare) in grado di migliorare sia gli interventi farmacologici che quelli non farmacologici utilizzati per la gestione clinica del dominio HIDA. Fonte:Keszycki RM, Fisher DW Dong H. The Hyperactivity–Impulsivity– Irritiability–Disinhibition–Aggression– Agitation Domain in Alzheimer’s Disease: Current Management and Future Directions. Frontier in Pharmachology, published 27 september 2019; doi: 10.3389/fphar.2019.01109