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Prevalenza e trattamento del dolorenelle case di riposo


Con l’invecchiamento della popolazione, aumenta il rischio di incorrere in una patologia cronica severa e/o patologie che provocano dolore.
Le localizzazioni più frequenti del dolore nell’anziano sono a livello della colonna lombare, anca o ginocchio o altre articolazioni.
Il dolore si associa a riduzione delle performance psicofisiche e circa il 50% degli anziani ricoverati nei servizi di cure palliative indicano come necessità primaria l’ eliminazione del dolore.
Nei soggetti affetti da demenza il dolore è frequente e frequentemente sotto trattato anche se è stato dimostrato che un’adeguata valutazione ed il puntuale trattamento della sintomatologia dolorosa ha effetti favorevoli sui disturbi psico-comportamentali tipici della demenza.
La popolazione anziana rappresenta un gruppo vulnerabile ed assi sensibile agli efetti collaterali dei farmaci.
Secondo l’ American Geriatrics Society l’ appropriatezza di una terapia non dipende solo dalla scelta dei farmaci ma anche dal loro dosaggio e dall’ appropriata scelta delle terapie associate.
La gestione del dolore deve prevedere un approccio multidimensionale che comprenda terapie farmacologiche e non farmacologiche (attività fisica, fisioterapia…).
L’argomento sta da anni suscitando interesse soprattutto perché molti studi hanno evidenziato come, a fronte di una elevata incidenza e prevalenza del dolore negli anziani ospiti delle case di riposo (superiore al 50%), molti di essi non vengono trattati o siano trattati in modo insufficiente.
Fra i molti studi, citiamo quello di Eva-Stina Hemmingsson e Coll che ha esaminato con analoga metodica e identico questionario, nel 2007 (2814 soggetti) e nel 2013 (2119 soggetti), gli ospiti delle case di riposo della contea di Västerbotten nella Svezia settentrionale.
Il questionario era basato sulla Multi-Dimensional Dementia Assessment Scale (MDDAS) comprendente la valutazione dell’autonomia nelle Attività di vita quotidiana, delle funzioni cognitive e dei sintomi psicocomportamentali. Il questionario prevedeva domande aggiuntive inerenti la sintomatologia dolorosa e il trattamento antidolorifico.
I risultati hanno confermato da un lato l’elevata prevalenza del dolore nell’anziano istituzionalizzato e dall’altro il fatto che il 20% dei soggetti non ricevono adeguata terapia antidolorifica.
In linea generale il dolore è stato trattato più frequentemente nel 2013 rispetto al 2007.
L’uso degli oppiacei è significativamente aumentato nel 2013 (25,6%) rispetto al 2007 (19,6%), mentre si è ridotto quello degli antinfiammatori non steroidei (2007=4.7% vs 2013=3.6%) e del tramadolo (2007=6.5% vs 2013_0.9%); stabile l’uso del paracetamolo che è sempre la molecola antidolorifica più utilizzata.

Fonte: Eva-Stina Hemmingsson, Maria Gustafsson, Ulf Isaksson, Stig Karlsson, Yngve Gustafson, Per-Olof Sandman, Hugo Lövheim: Prevalence of pain and pharmacological pain treatment among old people in nursing homes in 2007 and 2013. European Journal of Clinical Pharmacology https://doi.org/10.1007/s00228-017-2384-2